Navigazione

Saltare la navigazione

Funzionalità principali

Swiss Economic Forum aperto a Interlaken

Il rafforzamento del franco e le prospettive congiunturali globali ed economiche sono al centro della 17esima edizione dello Swiss Economic Forum (SEF), apertasi oggi a Interlaken (BE). Il motto di quest'anno è "Simplify: dominare la complessità".

Al convegno di due giorni partecipano circa 1'350 direttori d'impresa ed esponenti dell'economia, della politica e della scienza. La manifestazione è stata inaugurata dalla presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga.

Di recente il presidente dell'Unione svizzera degli imprenditori (USI) Valentin Vogt aveva sostenuto che meno della metà degli immigrati giungeva in Svizzera per lavorare, il resto sono loro famigliari. La Sommaruga ha replicato oggi che l'economia elvetica non può semplicemente assumere manodopera qualificata estera ma chiedere di lasciare la famiglia a casa. "È chiaro che ciò non funziona".

La presidente della Confederazione ha quindi sottolineato che per sfruttare meglio il potenziale della forza lavoro svizzera sono necessari formazione, migliore conciliabilità tra professione e famiglia così come il coinvolgimento delle persone più anziane. A questo scopo non servono misure politiche.

Nel pomeriggio ha parlato anche il CEO di UBS Sergio Ermotti. Egli ha criticato l'inasprimento della regolamentazione per il settore bancario, la cui attuazione è costata al suo istituto quasi un miliardo di franchi. Il ramo riceve ogni anno circa 40'000 istruzioni, ha aggiunto.

Egli si è anche lamentato per il fatto che il Fondo monetario internazionale (FMI) richieda ogni anno, "senza giustificazione" una leverage ratio (o leva finanziaria, ossia il rapporto tra il capitale netto dell'istituto e il totale delle attività) superiore. Un aumento anche solo dell'1% costa un ulteriore miliardo, ha sostenuto Ermotti. E se le banche devono disporre di maggiori mezzi propri ciò si traduce in un aumento dei costi per i clienti e quindi per l'economia.

A sorpresa si è espresso anche l'ex imprenditore russo Mikhail Khodorkovski. Egli ha consigliato agli esponenti dell'economia elvetica di pensare a lungo termine. "Mi ha spinto a farlo la mia vita", ha detto l'ex dirigente del gruppo petrolifero Yukos, che vive in esilio in Svizzera, facendo riferimento al periodo trascorso in carcere.

Sempre oggi era prevista una tavola rotonda sui tassi di cambio, dopo lo shock dell'abbandono della soglia minima tra euro e franco da parte della Banca nazionale svizzera a metà gennaio. Vi hanno partecipato il presidente di Swissmem Hans Hess, l'economista tedesco Peter Bofinger e la vicepresidente delle FFS Monika Ribar. Le prospettive per la congiuntura mondiale sono in seguito state illustrate dalle tre economiste: Noreena Hertz, Linda Yueh e Ulrike Malmendier.

Domani prenderanno la parola il presidente della direzione di Roche Severin Schwan, Ratan Tata del conglomerato indiano Tata e diversi CEO di piccole e medie imprese elvetiche. Inoltre sarà attribuito lo "Swiss Economic Award".

Parole chiave

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.