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Le pressioni si intensificano sul continente africano per imporre colture transgeniche. Swissaid ha quindi lanciando la sua campagna "Stop alla fame grazie all'agricoltura bio" per denunciare tali pressioni e promuovere un'agricoltura ecologica efficiente.

"Nel Burkina Faso - indica in un comunicato odierno Swissaid - il cotone transgenico è stato imposto ai contadini con il pretesto di aumentare i raccolti e diminuire i trattamenti di pesticidi. Ma nulla di tutto ciò si è avverato: le sementi sono quasi 10 volte più care e la contaminazione genetica onnipresente. È un fallimento", afferma Aline Zongo, responsabile nel Burkina Faso della COPAGEN (Coalizione africana per la protezione del patrimonio genetico africano) appoggiata da Swissaid.

Le pressioni per introdurre sementi transgeniche fanno parte di un'ampia offensiva attualmente in corso sull'agricoltura africana, condotta da multinazionali a scapito dei contadini locali, precisa Swissaid.

"I nostri partner in Africa si oppongono a soluzioni tecnologiche inadeguate, di cui non hanno bisogno per migliorare la produzione o risolvere il problema della fame", indica Caroline Morel, direttrice de Swissaid in occasione del lancio della campagna annuale della fondazione che promette un'agricoltura ecologica con eccellenti risultati in Africa.

"L'agricoltura ecologica ha permesso ai nostri partner di aumentare la loro produzione di cereali di oltre il 35%", indica Cherno Jalo dell'ufficio di coordinazione di Swissaid nella Guinea-Bissau.

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SDA-ATS