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Swisscom: grande quantità di dati rubati

Grosso furto informatico ai danni di Swisscom: nastri con dati provenienti dai centri di calcolo del gigante telecom sono stati consegnati da una persona non ancora identificata dall'impresa alla redazione della "Neue Zürcher Zeitung" (NZZ). Swisscom ha sporto denuncia contro ignoti. L'operatore telecom non può per ora escludere la sottrazione di dati personali di clienti, anche se dagli esami finora condotti sul materiale recuperato non emergono indicazioni in tal senso.

Il giornale zurighese afferma oggi di aver ricevuto i nastri, di cui non precisa il numero, "alcuni mesi fa" senza ottenere dettagli su proprietario e contenuto. In una nota diramata nel primo mattino, Swisscom sostiene che la "NZZ" è entrata in possesso di quattro nastri, ma ne ha restituiti la settimana scorsa solo tre, mentre il quarto "è stato riconsegnato dal quotidiano alla propria fonte". Swisscom sta ora facendo "del suo meglio per entrare in possesso di questi dati mancanti", conclude il comunicato. "Non sappiamo ancora al momento se altri supporti dello stesso tipo siano spariti", ha precisato all'ats il portavoce Christian Neuhaus.

Oltre 14'500 mail

Secondo quanto Swisscom ha finora appurato, i nastri contengono 'file' di backup risalenti agli anni 2008-2010, provenienti da almeno due centri di calcolo, situati entrambi a Ostermundigen, presso Berna. Secondo la "NZZ sui nastri, leggibili soltanto con speciali apparecchi, sono registrate oltre 14'500 email ricevute e inviate da dipendenti di Swisscom.

Sui nastri - prosegue la "NZZ" - sono pure immagazzinati 600'00 numeri di telefono "in parte con altre indicazioni" e nelle mail sono contenute informazioni disparate su progetti in corso, contratti, ordini del giorno di sedute, verbali, piani di servizio, annunci di malattia, comunicati su licenziamenti di dipendenti, inviti ad aperitivi e altro ancora.

Swisscom assicura che sta lavorando di gran lena, con l'ausilio di una società esterna, all'analisi dei dati riconsegnati e ammette di non poter escludere la presenza di eventuali dati di clienti (login, mail o traffico dei pagamenti).

Lo stato attuale delle ricerche non lascia presagire questo "scenario del peggio". "Ma ci restano ancora parecchi giga di dati da analizzare", afferma il portavoce Christian Neuhaus. Se si avverasse che informazioni relative alla clientela figurano effettivamente sui nastri "non potremmo fare molto di più che avvertire le persone interessate", aggiunge il portavoce.

Denuncia penale

Secondo la "NZZ" le cassette con i nastri, che la redazione ha potuto scorrere, erano destinate alla distruzione ma "sono finite nelle mani sbagliate". La persona che le ha consegnate al giornale zurighese non è per ora nota a Swisscom, che ha già presentato una denuncia penale contro ignoti alla Procura della regione Berna-Mittelland e ha informato il preposto federale alla protezione dei dati Hanspeter Thür. Parallelamente sono state lanciate inchieste interne.

Il fatto che i nastri provengano da diversi centri di calcolo rendono altamente improbabile che la loro scomparsa sia dovuta a una inavvertenza, ritiene Swisscom, che "ipotizza un atto criminale".

Destinati alla distruzione

Il tipo di materiale in questione non è più utilizzato dall'operatore telecom dal 2012 e i vecchi nastri sono in via di distruzione. Oggi - precisa la sua nota - il salvataggio dei dati avviene soprattutto su dischi rigidi. Inoltre Swisscom prevede linee guida "particolarmente rigorose" per smaltirli in modo sicuro, seguendo il principio del "doppio controllo". I supporti vengono addirittura "convogliati nel luogo preposto alla loro distruzione (distruggidocumenti) con due veicoli di scorta". Nel processo sono coinvolte anche aziende partner.

Dall'inizio del 2012 - indica ancora Swisscom - i dischi rigidi vengono smagnetizzati già prima dello smaltimento nel centro di calcolo, con conseguente cancellazione dei dati. Inoltre il processo è divenuto "ancor più rigoroso": "tutti i dischi rigidi vengono inventariati, affinché sia possibile seguirne il ciclo di vita, dalla fase di utilizzo allo smaltimento finale".

Nessun pagamento

Nel suo articolo odierno la "NZZ" afferma che l'informatore non ha chiesto in cambio della refurtiva "nessuna controprestazione", ossia non si è fatto pagare. "Non sembra che abbia offerto le cassette altrove", prosegue il giornale. La "NZZ" spiega il ritardo di "alcuni mesi" nella restituzione affermando che solo dopo "lunghi e dispendiosi chiarimenti", che hanno richiesto il ricorso ad esperti esterni per renderli leggibili, "è emerso che i dati provenivano da Swisscom".

"I nastri a disposizione sono stati nel frattempo restituiti al legittimo proprietario", prosegue la "NZZ", che non accenna alla riconsegna di un nastro "alla propria fonte" come sostiene l'operatore telecom.

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