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Swissmedic: scandalo protesi difettose, niente panico

Un'inchiesta internazionale ha portato alla luce i difetti mortali di milioni di protesi in tutto il mondo. Ma nonostante questo scandalo, la Svizzera non deve cedere al panico, secondo Swissmedic. Immagine d'archivio.

KEYSTONE/TI-PRESS/GABRIELE PUTZU

(sda-ats)

Un'inchiesta internazionale, denominata "Implant Files", ha scosso negli scorsi giorni il settore della sanità, portando alla luce i difetti mortali di milioni di protesi in tutto il mondo.

Ma nonostante questo scandalo, la Svizzera non deve cedere al panico: secondo Swissmedic sono già stati studiati provvedimenti per aumentare la sicurezza dei pazienti.

L'investigazione giornalistica che ha fatto emergere l'inquietante scenario e le lacune del sistema dei controlli è stata frutto di un lavoro di squadra condotto da 59 media in 36 Paesi. Le cifre raccontano un preoccupante aumento degli incidenti legati a dispositivi medici quali ad esempio pacemaker, protesi al seno, all'anca, alla spalla o al ginocchio, pompe per insulina ma pure defibrillatori.

I casi sarebbero milioni, sparsi in ogni angolo del pianeta. Tra i media di casa nostra, il Tages-Anzeiger lamenta studi clinici insufficienti, tempistiche per la messa in commercio dei prodotti spicce e controlli non statali, bensì effettuati da privati. Dal canto loro, 24 heures e La Tribune de Genève pubblicheranno nei prossimi giorni i risultati delle loro ricerche in Svizzera.

Tuttavia, secondo Swissmedic (l'Istituto svizzero per gli agenti terapeutici), non vi è motivo di farsi prendere dall'angoscia. "Chi ha un impianto nel proprio corpo non deve avere paura", ha dichiarato a Keystone-ATS Bernhard Bichsel, capo della divisione "dispositivi medici", ricordando che numerosi apparecchi funzionano perfettamente e in tutta sicurezza.

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