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BERNA - L'industria meccanica, elettrotecnica e metallurgica (MEM) si sta riprendendo: per la prima volta da due anni le nuove ordinazioni sono aumentate tra gennaio e giugno. Tuttavia la situazione è sempre tesa, anche a causa del vigore del franco, e le previsioni a medio-lungo termine delle imprese restano modeste.
Nei primi sei mesi le aziende attive nel settore hanno registrato un incremento delle commesse in entrata sia dalla Svizzera (+16,7% rispetto al pari periodo dell'anno scorso) che dall'estero (+14,8%). Le vendite sono però sempre in calo (-5%); per gli affari sul mercato interno risulta una progressione dell'1,2%, per quelli al di fuori dei confini nazionali invece una flessione del 6,8%.
Davanti alla stampa a Berna il presidente dell'organizzazione del ramo Swissmem, Johann Schneider-Ammann, ha definito oggi questi risultati "incoraggianti". "Siamo contenti di risalire la china", ha aggiunto. Il consigliere nazionale liberale radicale bernese, tra i favoriti alla successione di Hans-Rudolf Merz in Consiglio federale, ha però rilevato che il settore non ha ancora raggiunto il livello pre-crisi. I nuovi ordinativi sono "inferiori del 25% circa" rispetto al primo semestre 2008, ha precisato Peter Dietrich, direttore di Swissmem.
Vista la crescita delle nuove ordinazioni, le imprese si attendono comunque un incremento delle vendite nel secondo semestre. Nuovi impulsi dovrebbero giungere in particolare dai mercati tedesco, americano e cinese. Quest'ultimo fa la parte del leone: le esportazioni elvetiche sono cresciute del 22,5%.
Tuttavia resta da vedere quanto durevole sarà la ripresa economica, aggiunge Swissmem. Anche il rafforzamento del franco, che oggi ha registrato un nuovo record storico sull'euro, rappresenta una "sfida" per le imprese: esso provoca infatti un degrado considerevole della competitività a livello di prezzi e costringe le aziende a ridurre al massimo i costi. "I margini ne soffrono", ha rilevato Schneider-Ammann. Il problema è soprattutto la rapidità del deprezzamento della moneta unica. Per il presidente di Swissmem la Banca nazionale svizzera (BNS) sta facendo "ciò che può" per stabilizzare l'euro.
Per uscire dal tunnel, oltre a focalizzarsi sui paesi emergenti l'industria deve insistere sull'innovazione, ha affermato il presidente di Swissmem.
L'organizzazione ha peraltro sottolineato il suo sostegno per la revisione della legge sull'assicurazione disoccupazione. Secondo Swissmem, un rifiuto il 26 settembre significherebbe un ulteriore peggioramento delle condizioni quadro. Senza la revisione datori di lavoro e dipendenti saranno confrontati costi ancor più elevati.

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SDA-ATS