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Swissmem: un terzo delle aziende con utile operativo in rosso

Questo contenuto è stato pubblicato il 23 febbraio 2012 - 12:15
(Keystone-ATS)

Swissmem, l'organizzazione padronale delle industrie meccanica, elettrotecnica e metallurgica, ha molto risentito l'impatto della forza del franco nel 2011: il fatturato cumulato realizzato dalle aziende del settore è aumentato del 2,1% sull'insieme dell'esercizio, ma è calato del 2,5% negli ultimi tre mesi.

Il primo trimestre è stato "eccellente", poi il contesto si è degradato col passare dei mesi, come testimoniano gli ordinativi, ha rilevato a Zurigo l'organizzazione. Essi sono calati dello 0,5% nell'intero anno. Nel solo quarto trimestre sono crollati del 18,6%. Ma va precisato che negli ultimi tre mesi del 2010 l'attività era stata molto vivace.

Le esportazioni sono progredite dell'1,4% sull'intero esercizio, ma si sono contratte del 4,1% negli ultimi tre mesi. Buon risultato per le vendite verso l'Asia (+6%), così come verso l'America (+4,7%), mentre quelle verso l'Unione Europea hanno avuto un calo (-1,3%).

In sostanza: oltre un terzo delle aziende hanno registrato cifre rosse a livello operativo, il fatturato risulta del 25% inferiore a quello antecedente la crisi finanziaria del 2008. "Molte società in questo momento vivono della loro sostanza e lottano per la sopravvivenza", secondo Swissmem. Lo scorso ottobre il suo presidente Hans Hess aveva ventilato la scomparsa del due-tre per cento degli impieghi in questo 2012, che si tradurrebbe in una perdita di circa diecimila posti di lavoro. A suo parere, tuttavia, non bisogna temere un processo di deindustrializzazione in Svizzera fintanto che il corso dell'euro può essere mantenuto sul franco e venti centesimi.

Da rilevare che in fatto di export elvetico l'industria metalmeccanica rappresenta il secondo settore, dietro quello chimico-farmaceutico, ed è seguito dal settore orologiero.

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