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Le critiche mosse a SwissPass sono comprensibili, ma sono dovute al fatto che gli utenti dei trasporti pubblici non risultano sufficientemente informati.

È l'opinione del presidente del consiglio di amministrazione delle FFS Ulrich Gygi, che invita però a parlare di "pietra miliare" per uno strumento che peraltro, ammette, oggi serve a poco.

"Capisco la delusione nell'attuale momento", afferma Gygi in un'intervista pubblicata oggi da Der Landbote. "Lo SwissPass finora non ha portato molto valore aggiunto ai clienti", riconosce il manager.

"Ma la gente è delusa" - prosegue - "perché non conosce a sufficienza i retroscena. È proprio necessario un enorme sforzo per unire tutte le imprese di trasporto elvetiche su un unico standard".

Gygi ripete poi ancora una volta il concetto, dicendo di comprendere che i viaggiatori trovino che lo SwissPass non porti molto e che addirittura renda più difficili i controlli. "Ma è una pietra miliare verso un sistema di biglietti semplice ed elettronico".

Questo perché permetterà alle FFS di conoscere con precisione gli spostamenti dei viaggiatori. "Solo così possiamo richiedere e fatturare tariffe differenziate".

Su indicazione dell'Incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza (IFPDT) le Ferrovie federali e l'Unione dei trasporti pubblici (UTP) si sono però viste costrette a cancellare le informazioni raccolte con SwissPass. Mister dati lamentava l'assenza di una base legale.

"Faremo uno sforzo affinché il legislatore si occupi del tema", promette Gygi nell'intervista al giornale di Winterthur (ZH). Perché "oggi i dati sono oro grezzo per qualunque azienda".

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SDA-ATS