Syngenta ha raggiunto un accordo da 1,5 miliardi di dollari negli Stati Uniti in relazione a una causa collettiva riguardante l'introduzione di una semenza di mais geneticamente modificato.

Decine di migliaia di contadini, aziende di trasformazione dei cereali e impianti di etanolo avevano lanciato l'azione legale davanti a corti statali e federali per contestare la decisione del gruppo agrochimico basilese, ormai controllato da ChemChina, di introdurre le semenze Viptera e Duracade sul mercato americano nel 2011 mentre in Cina il via libera è giunto solo nel 2014.

I querelanti sostenevano che la decisione di Syngenta ha impedito la vendita di mais americano nel paese asiatico e ha causato un calo dei prezzi per diversi anni.

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