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Il colosso chimico statale cinese ChemChina ha annunciato alle autorità di Pechino preposte alla concorrenza la prevista fusione con il gruppo agrochimico basilese Syngenta.

Lo ha indicato oggi il portavoce Ren Kan, che in pratica smentisce quanto affermato in precedenza dal ministro del commercio uscente Gao Hucheng.

In dichiarazioni rilasciate a margine della riunione annuale del Congresso nazionale del popolo, il parlamento cinese, Gao - che è da poco stato sostituito da Zhong Shan - ha detto che il suo ministero non ha ricevuto una richiesta di autorizzazione e che comunque valuterà la domanda solo dopo che l'operazione avrà ottenuto il nulla osta da parte di altri Paesi.

Ma ChemChina ha fatto sapere che il ministero del commercio ha accettato un documento che chiede il via libera lo scorso 9 febbraio. "Abbiamo presentato la domanda e il ministero l'ha accettata", ha indicato l'addetto stampa.

ChemChina ha prolungato sei volte il termine della sua offerta di acquisto per il gruppo agrochimico basilese: al momento sull'agenda è segnato il 28 aprile. Ma non sono esclusi ulteriori slittamenti.

Gli investitori osservano con attenzione questi sviluppi, anche perché due altre importanti fusioni nei campi dei pesticidi e delle sementi sono in corso di regolarizzazione: l'acquisto di Bayer da parte di Monsanto e il matrimonio fra Chemical e DuPont.

ChemChina aveva presentato l'offerta per Syngenta nel febbraio 2016: per controllare il gruppo elvetico si è detto pronto a mettere sul piatto 43 miliardi di dollari (circa 43,5 miliardi di franchi al cambio attuale).

SDA-ATS

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