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Fatturato in calo per il gruppo Syngenta

KEYSTONE/AP/SETH PERLMAN

(sda-ats)

Il gruppo agrochimico basilese Syngenta, in procinto di passare sotto il controllo del gigante cinese ChemChina, ha realizzato nel primo trimestre dell'anno un fatturato di 3,7 miliardi di dollari, in calo dell'1% rispetto a dodici mesi prima.

Le vendite sono rimaste stabili nella regione formata da Europa, Africa e Medio Oriente, a 1,7 miliardi di dollari, mentre in America del nord e in America latina i dati ancora provvisori indicano una contrazione in termini reali del 4% (a 946 milioni) e dell'1% (a 393 milioni).

Sugli affari ha pesato la siccità che ha investito il sud del Brasile e il Paraguay nel secondo semestre del 2016. Più dinamico il mercato di Asia e Pacifico, con un rialzo del volume d'affari del 4% a 448 milioni di dollari.

La divisione "protezione del raccolto" ha evidenziato una flessione del fatturato a 2,6 miliardi di dollari, mentre il comparto "sementi" ha registrato una progressione a 996 milioni.

"Malgrado le difficili condizioni di mercato per gli agricoltori, l'attività è rimasta stabile e gli effetti di cambio hanno cessato di pesare sulla performance", ha detto il direttore generale Erik Fyrwald citato in un comunicato. "Per l'insieme dell'anno siamo sulla buona strada per raggiungere i nostri obiettivi di crescita moderata delle vendita e di miglioramento del margine operativo".

Quanto al passaggio di proprietà a ChemChina, il gruppo afferma che l'operazione sta per essere portata a termine dopo il via il libera concesso dalle autorità preposte alla concorrenza, in particolare nell'Unione europea e negli Stati Uniti. La transazione dovrebbe essere conclusa a maggio. ChemChina ha lanciato un'opa su Syngenta nel febbraio 2016 mettendo sul piatto una somma di 43,2 miliardi di dollari.

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SDA-ATS