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Il 54enne, cittadino italiano, che nel luglio dell'anno scorso ha strangolato la figlia 22enne a Lachen (SZ) dovrà scontare otto anni di reclusione. Il tribunale penale di Svitto oggi lo ha ritenuto colpevole di omicidio intenzionale.

La sentenza della corte ha seguito le richieste della procura, ma invece dell'accusa di assassinio ha ritenuto solo quella di omicidio intenzionale. Il comportamento dell'imputato dopo il delitto e le emozioni da lui mostrate fanno escludere un assassinio con mancanza di scrupoli, anche se si tratta di un caso limite, ha spiegato il giudice Ruedi Beeler annunciando la pena.

Una sentenza per assassinio - ha aggiunto - non avrebbe praticamente cambiato la durata della pena per l'imputato, al quale è stata riconosciuta una parziale scemata imputabilità. Oltre alla privazione della libertà il tribunale ha ordinato anche un trattamento ambulatoriale.

La difesa aveva richiesto cinque anni di reclusione per omicidio passionale, spiegando che l'imputato intendeva mettere fine alle sofferenze della figlia, che da anni aveva problemi di salute. Quando è tornata a casa dopo aver trascorso la notte fuori e con un nuovo certificato medico, il genitore avrebbe agito sotto stress psicologico. Egli ha anche un figlio con handicap mentale e problemi con la ex moglie.

I fatti erano avvenuti la mattina del 29 di luglio del 2013. Il padre aveva aggredito la giovane nell'appartamento di famiglia alla presenza degli altri membri. Aveva stretto la gola alla figlia fino a farle perdere coscienza. La giovane era deceduta il giorno dopo in ospedale.

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SDA-ATS