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La maggioranza della popolazione elvetica (53%) è favorevole al divieto generalizzato della pubblicità per i prodotti del tabacco, contro il 49% nel 2012.

È quanto emerge dal Monitoraggio svizzero delle dipendenze 2014, pubblicato oggi dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Tutti i cantoni sostengono l'interdizione, ma la Romandia (58%) e la Svizzera italiana (69%) sono nettamente più inclini a questa misura rispetto alla Svizzera tedesca (50%).

Dal sondaggio risulta inoltre che le donne (57%) sono chiaramente più favorevoli a un divieto totale della pubblicità rispetto agli uomini (49%).

Se si osservano i dati più nel dettaglio, l'interdizione della pubblicità con eccezione per i punti vendita raccoglie il 64% dei consensi a livello svizzero. Anche i fumatori approvano questa restrizione nella misura del 57%, precisa ancora l'UFSP. Essa corrisponde a grandi linee alle disposizioni considerate dal Consiglio federale nel progetto di legge sui prodotti del tabacco (LPTab).

Sempre secondo il Monitoraggio, per la maggioranza della popolazione il prezzo del pacchetto di sigarette potrebbe essere più elevato: un aumento del prezzo medio attuale da 8,20 franchi a 9,10 franchi entro il mese d'agosto del 2016 è infatti accolto positivamente dal 58% degli interpellati. I fumatori quotidiani vi si oppongono in maniera considerevole (80%).

Riguardo alle avvertenze scritte e in immagini sul pacchetto di sigarette, il loro impatto sui fumatori sta diminuendo. Nel 2014, il 38% dichiarava di essere spesso o occasionalmente incitato a riflettere sulla nocività del tabacco dalle istruzioni, contro il 45% nel 2012.

Dal 2004, l'UFSP segue l'evoluzione dell'opinione pubblica in materia di pubblicità per il tabacco attraverso numerosi rilevamenti. La réclame nei cinema e sui manifesti è vietata in tutti i Paesi confinanti con la Svizzera, esclusa la Germania. Oltre alla Bulgaria, infatti, il governo tedesco è l'unico dell'UE in cui la pubblicità per le sigarette su suolo pubblico è ancora consentita.

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SDA-ATS