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La Banca La Roche 1787, il più vecchio istituto finanziario privato basilese, deve accettare la decisione della FINMA, l'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari, di nominare un incaricato dell'inchiesta. Il tribunale amministrativo federale (TAF) ha confermato la fondatezza di una misura di questo tipo.

La FINMA ha costatato a giusto titolo gravi violazioni del diritto di vigilanza, secondo una sentenza del TAF diffusa oggi. L'incaricato dell'inchiesta dovrà adesso esaminare nei dettagli i fatti che hanno portato a questa decisione.

L'istituto basilese si era opposto al provvedimento e aveva fornito tre perizie. Il TAF gli rimprovera di aver adottato un atteggiamento di rifiuto e di aver difeso procedimenti chiaramente illeciti.

La banca basilese si è detta sorpresa della decisione, in particolare perché le perizie esterne sono state ignorate e adesso esamina come procedere, ha indicato in una nota.

La banche è finita nel mirino della FINMA dopo transazioni effettuate per conto di un cliente tedesco. L'uomo aveva regalato a suo fratello e a sua nipote 500'000 e un milione di euro per sottrarle a una procedura di fallimento.

La banca è sospettata di essersi prestata al doppio gioco di questo cliente tedesco. Avrebbe stilato delle attestazioni che non corrispondevano alla realtà delle operazioni effettuate.

Pur sapendo già nel 2010 che questo cliente era implicato in una procedura di fallimento, aveva omesso sino all'ottobre del 2012 di annunciare le transazioni sospette all'Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro (MROS). Adesso la Banca La Roche può ricorrere presso il Tribunale federale.

(sentenza B-6815/2013 del 10 giugno 2014)

SDA-ATS