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L'aumento della tassa sul CO2 da 36 a 60 franchi per tonnellata, in vigore dal 2014, è legittimo. Lo ha stabilito il Tribunale amministrativo federale (TAF) respingendo un ricorso di un'impresa attiva nel settore dell'olio da riscaldamento.

Secondo i giudici, l'ordinanza del Consiglio federale sulla quale si basa l'aumento rappresenta una base legale sufficiente. Il TAF ricorda anche che la Confederazione si è impegnata a livello internazionale, in particolare attraverso il Protocollo di Kyoto, a ridurre le emissioni di gas ad effetto serra. Le disposizioni internazionali sono trasposte nel diritto elvetico attraverso la Legge sul CO2.

Questa prevede appunto una riduzione, entro il 2020, delle emissioni di anidride carbonica del 20% rispetto al 1990. L'adozione del balzello sul CO2, che è una tassa d'incentivazione sui combustibili, si inserisce in quest'obiettivo.

Inizialmente, l'importo della tassa era stato fissato a 36 franchi per tonnellata. Dal momento che l'obiettivo di riduzione delle emissioni di CO2 non era stato raggiunto, il suo ammontare è stato portato a 60 franchi il 1° gennaio 2014. Sarà peraltro innalzato a 84 franchi dal 1° gennaio 2016.

Nelle sue conclusioni, il TAF indica che la legge sul CO2 autorizza il Consiglio federale a fissare obiettivi intermedi per i combustibili e ad aumentare l'importo della tassa fino a un massimo di 120 franchi per tonnellata di CO2 se questi non sono raggiunti.

Contro la sentenza del TAF è possibile ricorrere al TF. Nell'attesa, gli altri procedimenti simili pendenti dinnanzi al TAF sono stati sospesi.

(sentenza A_3874/2014 del 21 ottobre 2015)

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SDA-ATS