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L'Ufficio federale della migrazione (UFM) non potrà più emettere divieti di entrata in Svizzera per una durata indeterminata nei confronti di delinquenti stranieri che hanno scontato la loro pena. In una sentenza pubblicata oggi il Tribunale amministrativo federale (TAF) impone una limitazione temporale sistematica. La decisione è definitiva visto che non esiste la possibilità di presentare ricorso al Tribunale federale (TF).

Secondo il TAF, il cambiamento di pratica si giustifica con la ripresa nel diritto elvetico della direttiva UE relativa al ritorno, che non prevede alcun divieto di entrata di durata illimitata. La modifica si fonda inoltre sulla Costituzione federale, che pone quale tetto massimo per un divieto di entrata quindici anni.

Con la sua sentenza, il TAF accoglie il ricorso presentato da un bosniaco condannato a una pena detentiva di tre anni per una trentina di furti commessi in meno di un anno. Le somme rubate ammontavano a circa 375'000 franchi, ai quali andavano ad aggiungersi 45'000 franchi di danni materiali.

Nell'ottobre del 2012, quando il quarantenne bosniaco aveva finito di scontare la sua pena, l'UFM aveva emesso nei suoi confronti un divieto di entrata di durata indeterminata. Ora il TAF accoglie il ricorso presentato dall'uomo contro questa decisione, e fissa a otto anni la durata dell'allontanamento dalla Confederazione.

Secondo il TAF esiste un rischio di recidiva e l'interessato rappresenta una grave minaccia per la sicurezza pubblica, motivo per cui è giustificato un divieto di ingresso di lunga durata. Tuttavia, visto che il quarantenne da molto tempo non ha commesso alcun reato contro l'integrità delle persone e quando ha compiuto furti in Svizzera non ha mai usato armi, secondo il TAF non può essere emesso un divieto di entrata di durata massima, ossia 15 anni.

A detta del TAF, il rischio che il bosniaco commetta reati contro l'integrità fisica delle persone deve essere relativizzato. Inoltre, devono essere presi in considerazione anche i suoi interessi privati, quelli di sua moglie e dei suoi figli.

Nella sua sentenza, il TAF ricorda che le vecchie disposizioni di allontanamento dei delinquenti di durata indeterminata non valevano "a vita", visto che esisteva un diritto al riesame della misura dopo dieci anni. I giudici sottolineano infine che il divieto di entrata è valido sul territorio di tutti gli Stati Schengen.

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SDA-ATS