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BERNA - L'Ufficio federale della migrazione (UFM) dovrà rivedere le sanzioni inflitte a due prostitute dell'est trovate in Svizzera senza autorizzazione di soggiorno. Il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha infatti accolto il ricorso delle donne.
Denunciate in seguito ad una retata della polizia in una sauna di Küssnacht (SZ), una bulgara e una rumena erano state condannate a 500 franchi di multa. Avendo lavorato senza autorizzazione e minacciato - secondo l'UFM - la sicurezza e l'ordine pubblico, si sono viste imporre anche un divieto di entrare in Svizzera.
Il TAF nella sua sentenza pubblicata oggi ricorda che la Bulgaria e la Romania sono ora parte dell'Unione europea (UE) e giudica che, sebbene la condizione provvisoria dei nuovi stati membri ponga dei limiti alla libera circolazione, la sanzione è da considerarsi eccessiva.
Essendo la libera circolazione il fondamento del diritto comunitario le autorità devono dare prova di moderazione nell'applicazione di sanzioni, sottolinea il TAF. Solo nei casi più gravi si possono applicare misure come il divieto d'entrata.
Il comportamento delle due donne non si può considerare grave al punto da minacciare la sicurezza e l'ordine pubblico. Di conseguenza, conclude il TAF, il divieto d'ingresso pronunciato dall'UFM viola l'accordo sulla libera circolazione delle persone. (Sentenze C-7549/2008 e c-7550/2008 del 23 agosto 2010)

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SDA-ATS