Almeno 17 persone sono rimaste uccise a Dushanbe, capitale del Tagikistan, in scontri tra polizia e militanti che le autorità ritengono legati ad un partito islamico e che hanno indotto le ambasciate di Usa, GB, Francia e Germania a chiudere per motivi di sicurezza.

Tra le vittime otto agenti di polizia e nove 'ribelli', morti in due differenti attacchi, uno contro una caserma di polizia nella città di Vahdat, alla periferia di Dushanbe, e l'altro contro il ministero della difesa, nella capitale.

Secondo le autorità, i raid sono stati guidati dal vice ministro della difesa, generale Aduhalim Nazarzoda, sollevato recentemente dall'incarico e membro del partito locale per la Rinascita islamica, bandito dal ministero della giustizia la scorsa settimana, quando era ancora l'unico partito confessionale legale nell'Asia centrale ex sovietica.

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