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I rappresentanti di quattro paesi, Pakistan, Afghanistan, Cina e Stati Uniti, si riuniscono oggi a Islamabad per rilanciare i negoziati di pace con i talebani afghani sospesi lo scorso anno dopo l'annuncio della notizia della morte del Mullah Omar.

I lavori saranno aperti dal consigliere del primo ministro pachistano per gli Affari esteri Sartaj Aziz che terrà il discorso inaugurale. La delegazione afghana è guidata dal vice ministro degli Esteri Khalil Hekmat Karzai.

I talebani afghani hanno deciso di boicottare il vertice quadrilaterale secondo la stampa locale definendolo "inutile". Tuttavia, alcuni media riferiscono che potrebbe essere presente il vice leader Sirajuddin Haqqani.

I primi colloqui diretti tra il governo di Kabul e i talebani, con la presenza di Usa e Cina come osservatori, si erano tenuti nel luglio 2015 nella località turistica di Murree, vicino a Islamabad. Erano deragliati pochi mesi dopo quando da una fonte afghana emerse la notizia della scomparsa del leader supremo Omar avvenuta due anni prima per una misteriosa malattia.

Alla vigilia dell'incontro di Islamabad il presidente afghano Ashraf Ghani ha ricordato, scrive il portale di notizie Khaama Press, che "l'Afghanistan ha una posizione molto chiara sulla pace" e che "non sarà fatta alcuna trattativa che riguardi l'indipendenza o la Costituzione" del Paese.

Comunque, ha poi aggiunto, "la Costituzione afghana ha ovviamente dei limiti", ma "non saranno accettate modifiche che contrastino con i suoi principi fondamentali".

Intanto alcuni media pachistani hanno rilanciato le dichiarazioni ad una agenzia internazionale di Javaid Faisal, vice portavoce del 'Chief Executive' (coordinatore del governo) afghano Abdullah Abdullah, secondo cui il Pakistan porterà al tavolo della conferenza odierna una lista di talebani che sono disponibili a partecipare al processo di pace e riconciliazione afghano e di quelli che invece non lo sono.

I talebani che "sono interessati alla pace - ha concluso - possono unirsi al dialogo, ma quelli che optassero per continuare a combattere saranno l'oggetto dell'azione delle piattaforme comuni (con gli Usa ed i paesi della regione, ndr.) di repressione del terrorismo".

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SDA-ATS