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Con l'abolizione della soglia minima di cambio franco-euro e l'ulteriore diminuzione dei tassi negativi da parte della Banca nazionale svizzera (BNS) è aumentata anche la pressione sul sistema previdenziale elvetico. È quanto emerge da uno studio realizzato da UBS.

Oltre a togliere il tetto di 1,20 franchi sull'euro, lo scorso gennaio la BNS ha abbassato il proprio tasso Libor a tre mesi a -0,75%. La decisione ha avuto ripercussioni sui rendimenti dei titoli di Stato svizzeri con durate fino a 16 anni, che sono sprofondati in territorio nettamente negativo, spiega oggi in una nota UBS.

Di conseguenza, "il mercato dei tassi d'interesse elvetici è stato messo sottosopra (...) con ripercussioni negative sull'economia reale, notevoli rischi di variazione dei tassi, un'ulteriore pressione per un consolidamento del servizio bancario, nonché gravi conseguenze per il sistema previdenziale svizzero", rilevano gli esperti di UBS.

L'impatto dell'apprezzamento del franco e dei tassi di interesse negativi sull'evoluzione dei prezzi e sulla congiuntura è difficile da valutare. Non esistono infatti precedenti storici, precisa lo studio.

"Finora sono state messe in risalto le conseguenze scaturite dalla rinuncia alla soglia minima di cambio, di cui risentono in particolare le attività dell'esportazione e il turismo, ma dobbiamo tenere presente che, a lungo termine e in una prospettiva macroeconomica, i tassi negativi potrebbero avere ripercussioni altrettanto negative, se non addirittura più gravi", ha affermato il capo di UBS Svizzera Lukas Gähwiler citato nel comunicato.

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SDA-ATS