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Tasso II pilastro, reazioni contrastanti a decisione CF

Questo contenuto è stato pubblicato il 02 novembre 2011 - 17:01
(Keystone-ATS)

La decisione del Consiglio federale di ridurre dal 2% all'1,5% il tasso di rimunerazione minimo degli averi di vecchiaia non soddisfa tutti: i sindacati parlano di regalo alle assicurazioni, mentre gli operatori del settore, che vedono di buon occhio la decisione, auspicavano un tasso ancora più basso

L'Associazione svizzera delle istituzioni di previdenza (ASIP) accoglie con soddisfazione una "decisione necessaria" che amplia il margine di manovra dei responsabili delle casse pensioni per garantire la sicurezza a lungo termine del secondo pilastro, "poiché i criteri considerati si basano sulle realtà economiche e non sulle opportunità politiche". L'ASIP riunisce un migliaio di istituti di previdenza, per un totale di 2,5 milioni di assicurati e una sostanza di circa 400 miliardi di franchi.

L'Associazione svizzera d'assicurazioni va ancora più in là e, dopo "un passo nella buona direzione", rivendica un tasso di rimunerazione minimo dell'uno per cento. Solo così il Consiglio federale "darebbe un segnale chiaro per la sicurezza finanziaria della previdenza sociale".

Il Partito Socialista svizzero ammette che i proventi derivanti dal mercato degli investimenti sono diminuiti, ma ritiene "ripugnante" che la diminuzione dei tassi minimi di rimunerazione del capitale previdenziale sia decisa sempre molto più rapidamente rispetto agli adattamenti verso l'alto. In tal modo il governo garantisce guadagni ai gruppi assicurativi, ma lo scotto è pagato dai futuri pensionati che dovranno vivere con meno soldi.

L'Unione Sindacale Svizzera (USS) parla di "regalo all'economia assicurativa", sottolineando che la diminuzione all'1,5% "avviene senza un reale bisogno" e si traduce solo in una diminuzione delle future pensioni. "Invece di pensare alle pensioni dei lavoratori, il governo ha dato seguito ai piagnistei del ramo degli assicuratori, che temeva che i suoi cospicui guadagni nel settore previdenziale fossero in pericolo a causa delle attuali turbolenze finanziarie", scrive l'USS.

Anche il sindacato Travail.Suisse esprime "delusione" per una decisione che "una volta di più ha saltato a piè pari gli interessi dei pensionati", cedendo alle pressioni del settore assicurativo.

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