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Il tasso di Iva sulle prestazioni dei ristoranti non va abbassato. Lo ha deciso oggi il Nazionale, che per 94 voti a 78 e 16 astenuti raccomanda di bocciare l'iniziativa di Gastrosuisse "Basta con l'IVA discriminatoria per la ristorazione". Questo testo chiede un'aliquota IVA inferiore per i ristoranti (attualmente 8%), uguale a quella applicata per la vendita di alimenti e le prestazioni take-away (2,5%). Il dossier va agli Stati.

Per il campo rosso-verde, come anche parte del PPD/PEV diviso su questo oggetto, una riduzione del tasso di Iva come chiesto dall'iniziativa comporterebbe minori entrate fiscali per 700-800 milioni di franchi, con ripercussioni negative anche sulle assicurazioni sociali.

La sinistra ha ricordato, tra l'altro, la prossima riforma III della tassazione delle imprese come anche l'abolizione delle diverse tasse di bollo, tutti dossier che, se andranno in porto, avranno senz'altro un impatto negativo sulle finanze statali.

Per una parte del gruppo PPD almeno, la riduzione del tasso di Iva per questo settore è irresponsabile tenuto conto dell'evoluzione poco rallegrante delle finanze federali, ha detto Dominique de Buman (PPD/FR).

Anche una buona parte del PLR ha votato contro l'iniziativa, facendo leva sulle differenze tra un pasto consumato al ristorante - serviti e riveriti, con magari un giornale in mano -, oppure acquistato in un take-away per essere consumato in piedi, seduti su una panchina oppure in ufficio.

Per Ruedi Noser (PLR/ZH), un tasso di Iva ridotto al 2,5% come chiede Gastrosuisse equivale a una "sovvenzione", un favore di cui il settore della ristorazione non ha bisogno per far fronte alla concorrenza dei take-away, concorrenza più immaginaria che reale secondo il consigliere nazionale zurighese.

A suo parere, infatti, la vera concorrenza per questo ramo è dettata dai cambiamenti nelle abitudini delle gente, che ha sempre meno tempo per un pasto al ristorante. Molti ritrovi si sono adeguati e offrono anche pasti da asporto, ha sottolineato l'esponente PLR. Questa sarebbe la via da seguire, ha aggiunto.

L'UDC, ma anche diversi PPD e PLR, hanno invece sostenuto l'iniziativa con la necessità di eliminare, a loro parere, un'inaccettabile ingiustizia. Questa ineguaglianza di trattamento tra ristoranti e take-away che offrono tutto sommato la stessa prestazione, non è più tollerabile, hanno affermato diversi oratori.

Stando ai fautori dell'iniziativa, è importante aiutare i gestori dei ristoranti, e quindi indirettamente anche il turismo, per far fronte alla concorrenza sleale di chi offre piatti da asporto.

Alcuni esponenti dell'UDC, tra l'altro, non hanno digerito i rilievi di Noser che ha paragonato il calo dell'Iva a "sovvenzioni". Adrian Amstutz (UDC/BE) ha definito "una sfacciataggine" le affermazioni del collega, specie nei confronti di persone che si fanno in quattro per mandare avanti la loro attività tra mille difficoltà, esacerbate di recente anche dal divieto di fumare.

La consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf ha ripreso parte degli argomenti sviluppati dagli avversari dell'iniziativa, sottolineando che Gastrosuisse preconizza un tasso uguale non solo a quello applicato a chi offre pasti veloci, ma anche a chi vende derrate alimentari.

La prestazione di chi offre un pasto al ristorante o chi vende beni di prima necessità è ben diversa, ha fatto notare la ministra delle finanze, che nel corso del dibattito ha rintuzzato una per una, mettendoci anche un pizzico di sarcasmo, le numerose domande - talvolta così dettagliate da scivolare nella provocazione - dei fautori dell'iniziativa.

Al voto, l'ha spuntata Eveline Widmer-Schlumpf e la maggioranza della commissione preparatoria, la quale raccomandava un no all'iniziativa, senza controprogetto diretto o indiretto. A tale proposito, il Nazionale ha anche bocciato un controprogetto diretto con cui si prevedeva di applicare un'aliquota IVA differenziata a seconda che il pasto offerto fosse caldo o freddo.

Tale soluzione era stata accarezzata anche dalla commissione preparatoria, il cui controprogetto proponeva il tasso normale (8%) per i piatti caldi serviti nei take-away e il 2,5% per i piatti freddi. Tuttavia, tale soluzione è stata abbandonata perché giudicata di difficile applicazione.

In commissione era stato anche bocciato un controprogetto diretto (sostenuto dalla stessa Gastrosuisse e dal PBD) che prevede un tasso unico del 5,5% per le prestazioni alberghiere (oggi al 3,8%) e della ristorazione (oggi all'8%). Questa alternativa non è stata nemmeno proposta in aula.

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SDA-ATS