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Si è conclusa in meno di un'ora l'ultima giornata di lavori del parlamento, dedicata alle consuete votazioni finali. Mentre al Consiglio degli Stati i "senatori" sono passati subito al voto, l'ultimo per alzata di mano prima del passaggio all'elettronica, il Consiglio Nazionale ha dovuto sbrigare le ultime pendenze. Alla Camera del popolo non vi sono state sorprese al momento del voto ma, come sovente capita, su determinati dossier alcuni gruppi parlamentari hanno voluto marcar presenza prima di lasciare la capitale federale.

È stato il caso prima del voto sulla Legge federale sull'interdizione di esercitare un'attività lucrativa e sul divieto di avere contatti e di accedere ad aree determinate.

Questo controprogetto indiretto, non ufficiale, prevede varie modifiche legislative che vanno in parte incontro all'iniziativa popolare di Marche Blanche. Questo testo vorrebbe vietare ai pedofili un divieto vita natural durante di svolgere attività con fanciulli. Le modifiche normative approvate dalle Camere prevedono un divieto di dieci anni, prolungabile, e altre misure, come un divieto di contatto o di accedere a determinate zone.

Oggi UDC e PBD si sono astenuti, giudicando che la soluzione delle Camere non va abbastanza lontano. In ogni caso, spetterà al popolo in ultima istanza pronunciarsi sull'iniziativa.

Anche il voto sull'iniziativa per salari minimi - che il parlamento ha raccomandato di respingere - è stata preceduta da un breve scambio di dichiarazioni. La sinistra ha ancora una volta perorato la bontà di una soluzione che permetterebbe a molti lavoratori di vivere una vita dignitosa e di rafforzare il loro potere d'acquisto, con ricadute vantaggiose per l'intera economia.

La destra ha replicato che un salario minimo mina invece alla base il partenariato sociale, rappresenta un'ingerenza pesante dello Stato nella libertà economica e distrugge posti di lavoro; insomma, l'iniziativa è un danno per la piazza economica elvetica. Anche in questo caso, tuttavia, spetterà al popolo decidere chi ha ragione.

Senza sorprese, il Nazionale ha anche approvato la Legge federale sulla realizzazione e il finanziamento di un corridoio di quattro metri lungo le rampe d'accesso al San Gottardo. Numerosi i contrari (ben 36), soprattutto UDC, che probabilmente non hanno digerito il finanziamento per le tratte su territorio italiano anticipato dalla Confederazione.

Prima di congedare i presenti, il presidente del Nazionale Ruedi Lustenberger ha ringraziato il plenum per la collaborazione, benché ogni tanto - ha puntualizzato - il livello di "rumore" abbia superato il limite del tollerabile.

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SDA-ATS