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Lo tsunami generato dal forte sisma di magnitudo 8,2, registrato in Cile martedì sera, ha raggiunto le coste giapponesi del nordest con un'onda anomala massima di 60 centimetri.

In base alle rilevazioni della Japan Meteorological Agency (Jma), il picco è stato misurato nel porto di Kuji, prefettura di Iwate, mentre altre anomalie di 20-30 centimetri sono state segnalate in altre località, da Hokkaido a Ibaraki.

Questa notte, la Jma ha lanciato un "chui hou" (un "avviso di attenzione", di secondo livello su 4) per l'arrivo dello tsunami fino a 1 metro sulle aree costiere dell'oceano Pacifico, dall'isola settentrionale di Hokkaido alla regione del Tohoku (già devastata dal sisma/tsunami dell'11 marzo 2011, con tanto di crisi nucleare di Fukushima) e ad alcune parti della regione di Kanto (la piana di Tokyo), includendo le isole Izu e Ogasawara.

L'allarme è stato revocato poche ore fa, permettendo ai circa 30'000 evacuati in sette comuni delle prefetture di Aomori, Iwate e Miyagi di tornare tranquillamente alle proprie abitazioni.

SDA-ATS