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RIAD - Una conferenza che ha raccolto 24 studiosi islamici da 12 paesi nella città santa di Medina (fra i quali cinque muftì russi) ha denunciato in un comunicato il terrorismo e ha invitato gli estremisti a "pentirsi" e ad abbandonare qualsiasi forma di violenza.
I cosiddetti ulema hanno ribadito la loro condanna "di tutti gli atti di terrorismo, ovunque avvengano e chiunque li commetta", e hanno deplorato "la morte di innocenti" che ne deriva.
Gli studiosi hanno chiesto ai "gruppi estremisti che si richiamano all'islam di cessare di compiere atti criminali e di tornare alla ragione, sull'esempio dei gruppi che si sono pentiti e hanno condannato gli atti terroristici".
Il comunicato si rivolge poi ai "giovani musulmani" nel mondo, invitandoli a "seguire un islam moderato e tollerante e a non aderire a false interpretazioni della questione della jihad".
Tra i firmatari del documento, ci sono i gran muftì di Egitto, Siria, Libano e Bosnia e il capo del Consiglio dei muftì russi. Alla conferenza partecipano anche studiosi da Europa, India e Stati Uniti.
Nei giorni scorsi, nel corso di una conferenza nella città turca di Mardin, altri autorevoli studiosi islamici hanno stabilito che la cosiddetta "fatwa di Mardin", emanata dal teologo Ibn Taymiyyah ai tempi dell'invasione mongola del Duecento, non può essere usata per giustificare la guerra santa, come fanno spesso i terroristi.

SDA-ATS