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WASHINGTON - Il presidente Barack Obama si è assunto ieri piena responsabilità per i fallimenti del sistema di sicurezza emersi nella mancata strage di Natale e ha ordinato una profonda revisione dei meccanismi che non hanno funzionato. "L'intelligence Usa aveva tutte le informazioni necessarie per prevenire l'attentato - ha detto Obama dopo avere ricevuto un primo rapporto sul tentato attacco terroristico - ma è mancato il coordinamento dell'intelligence: non siamo stati in gradi di comprendere e utilizzare i dati in nostro possesso".
Il presidente Usa ha detto di non essere interessato in questo momento ad assegnare colpe: "E' stato un fallimento dell'intero sistema - ha detto - la cosa più importante è adesso correggere immediatamente le disfunzioni per rendere tutti più sicuri. La responsabilità finale è solo mia. Come presidente ho la solenne responsabilità di proteggere la nostra nazione e il nostro popolo e quando il sistema fallisce la responsabilità è tutta mia".
Il presidente Obama, che ha stanziato un miliardo di dollari per migliorare la sicurezza, ha sottolineato che l'America è in guerra: "siamo in guerra con Al Qaida", ha detto rispolverando una espressione raramente usata in passato.
Il presidente Usa ha invitato però nello stesso tempo gli americani ad andare avanti con la loro vita evitando di "cadere in una mentalità da paese assediato". "E' proprio quello che vogliono i terroristi", ha aggiunto.

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SDA-ATS