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Il Tribunale federale (TF) ha respinto il ricorso di un cittadino che chiedeva la retrocessione sull'arco di cinque anni dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) prelevata fino allo scorso aprile sul canone radio-tv. La Corte non ha tuttavia deliberato sulla sostanza.

Confermando una precedente sentenza del Tribunale amministrativo federale (TFA), il TF ha rifiutato di entrare in materia a causa dell'assenza di una decisione suscettibile di essere impugnata. Il ricorso del cittadino era diretto contro il comunicato stampa diramato il 20 agosto scorso dall'Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM). E il comunicato non è costituisce una decisione formale contro la quale si può ricorrere.

Nella nota, l'UFCOM annunciava che, dopo aver analizzato la situazione con l'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC), l'IVA pagata nei mesi successivi alla decisione del TF del 29 aprile 2015 - secondo cui l'IVA non era applicabile al canone di ricezione radiotelevisiva - sarà dedotta dalla prossima fattura.

Il cittadino chiedeva invece che fosse rimborsata l'IVA pagata in eccesso nel corso degli ultimi cinque anni. Una rivendicazione analoga è stata emessa cinque giorni fa dalle associazioni dei consumatori, secondo cui devono essere retrocessi i contributi pagati a partire dal 1995, data alla quale è stata applicata al canone una tassa del 2,5%.

(Sentenza 2C_890/2015 del 7 ottobre 2015)

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SDA-ATS