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Dopo la vittoria a Strasburgo ottenuta l'anno scorso, due figlie di una vittima dell'amianto dovranno pazientare ancora prima di avere un indennizzo. Il Tribunale federale (TF) ha infatti deciso di sospendere la loro richiesta di revisione.

Il TF preferisce congelare questo dossier in attesa che il Parlamento si pronunci su una mozione che chiede la creazione di un fondo per un indennizzo equo alle vittime dell'amianto.

Se le persone interessate potranno essere risarcite da questo fondo o nel quadro di una soluzione risultante dalla recente "tavola rotonda" diretta dall'ex consigliere federale Moritz Leuenberger, forse una revisione non sarebbe necessaria, indica il TF in una decisione pubblicata oggi.

Nel marzo dello scorso anno la Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) aveva dato ragione alle due figlie di un ex operaio di una fabbrica di Oerlikon, oggi Alstom. L'uomo è deceduto nel 2005 a seguito di un cancro alla pleura dovuto all'amianto, diagnosticato un anno prima.

La CEDU aveva stabilito che la Svizzera ha violato il diritto a un processo equo a causa delle sue regole di prescrizione. Queste prevedono che il diritto ad ottenere un risarcimento decade una volta scaduto il termine di 10 anni dopo l'evento dannoso. Le forme di cancro causate dall'amianto appaiono però spesso solo decine di anni dopo l'esposizione alle fibre nocive.

Costretto a rivedere il veto che aveva opposto alla richiesta di danni e interessi delle due figlie della vittima, a seguito della sentenza di Strasburgo, il TF ricorda che in Consiglio nazionale è stata presentata una mozione che chiede al Consiglio federale la creazione del fondo.

Questo atto parlamentare non è momentaneamente trattato poiché il Consiglio federale ha nel frattempo riunito una tavola rotonda consacrata al tema dell'amianto per migliorare la situazione delle persone malate e dei loro famigliari.

Secondo il TF, tutto ciò attesta l'importanza accordata al problema e indica che soluzioni dovranno essere trovate in tempi ragionevoli. Di conseguenza, i giudici di Losanna considerano che la procedura di revisione debba essere sospesa fino a quando si saprà chiaramente se la mozione sarà accolta e come saranno realizzati il fondo e la procedura di indennizzo.

Prima del suo decesso, l'ex operaio aveva iniziato la procedura per richiedere 213'000 franchi di danni e interessi ad Alstom. Le due figlie hanno portato avanti la richiesta dopo la sua morte ma si erano viste respingere dal TF la loro domanda di revisione a causa del termine di prescrizione, prima di ottenere la vittoria a Strasburgo.

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SDA-ATS