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L'attribuzione esclusiva dell'autorità parentale ad un genitore è ancora possibile in caso di divorzio.

Keystone/DPA dpa-Zentralbild/Z1008/_JENS KALAENE

(sda-ats)

Se i genitori fanno domanda, l'attribuzione esclusiva dell'autorità parentale ad un genitore è ancora possibile in caso di divorzio, benché l'autorità congiunta sia la regola dal luglio 2014. Lo ha deciso oggi il Tribunale federale (TF) in un'udienza pubblica.

L'attribuzione esclusiva dell'autorità parentale dietro richiesta dei genitori non mette in pericolo il bene del bambino e non è di per sé incompatibile con le nuove disposizioni legislative, ha sentenziato la Corte federale.

Il tribunale chiamato a statuire - hanno sottolineato - non è vincolato dalla domanda dei genitori e deve comunque esaminare se la richiesta congiunta è nell'interesse del bene del bambino.

Con questo argomento, i giudici federali hanno respinto il ricorso di un padre che nel 2013 aveva concluso una convenzione di divorzio nella quale l'autorità parentale era attribuita esclusivamente alla madre.

Dopo il divorzio, l'uomo aveva chiesto di poter beneficiare dell'autorità parentale congiunta, conformemente alla modifica del Codice civile entrata in vigore nel luglio 2014, ma le autorità basilesi gli avevano negato questa possibilità.

Davanti al TF, l'uomo ha sostenuto che l'autorità parentale congiunta è imperativa e che un'attribuzione esclusiva può essere concessa soltanto per motivi seri.

Ad una maggioranza di quattro giudici contro uno, la Ia Corte federale di diritto civile ha invece ritenuto che l'attribuzione dell'autorità parentale ad uno solo dei genitori non è fondamentalmente incompatibile con il nuovo diritto.

Udienza pubblica del 29 giugno 2017 nella causa 5A_346/2016

SDA-ATS