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Una permanenza dietro le sbarre sopprime il diritto a indennità giornaliere versate dall'assicurazione infortuni. I detenuti che devono occuparsi dei bisogni di terzi mantengono però tale diritto, almeno parzialmente.

Con queste motivazioni, il Tribunale federale (TF) ha annullato una decisione della SUVA - l'ex Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni - che aveva congelato le prestazioni a un assicurato una volta scoperto che si trovava in carcere.

Il detenuto 38enne, che scontava una pena di dieci mesi, doveva provvedere a mantenere la moglie, si legge nella sentenza pubblicata oggi. Per questa ragione, ha diritto ad almeno la metà dell'importo totale previsto.

L'uomo chiedeva il versamento di tutta la somma. Questa richiesta è stata però respinta dal TF, visto che durante la prigionia lo Stato provvede al suo mantenimento. È quindi escluso che possa trarre vantaggi economici dalla permanenza in carcere.

(Sentenza 8C_841/2014 del 14 agosto 2015)

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SDA-ATS