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La Gioventù socialista (GISO) non ha superato i limiti del diritto alla satira pubblicando in un suo manifesto un fotomontaggio in cui Daniel Vasella appariva quasi completamente nudo: il Tribunale federale (TF) ha respinto in ultima istanza un ricorso dell'ex "patron" di Novartis. La sentenza è stata pubblicata oggi.

La vertenza si riferisce al cartellone realizzato nell'autunno 2010 dal movimento giovanile del PS per sottolineare la riuscita raccolta delle firme per l'iniziativa "1:12 - Per salari equi". Il manifesto contro gli stipendi milionari dei manager super ricchi ritraeva, oltre a Vasella, anche il Ceo del Credit Suisse Brady Dougan e quello di UBS Oswald Grübel. Vasella appariva un po' contratto fra i due con le mani incrociate a nascondere pudicamente il sesso. Il ricorso alle vie legali dell'allora presidente di Novartis aveva poi indotto i giovani socialisti ad apportare una modifica al manifesto: sul sito internet del partito il volto di Vasella era stato "censurato" con una banconota da mille franchi.

Secondo la suprema corte di Losanna, un simile fotomontaggio reca sì pregiudizio all'immagine di Vasella, ma trattandosi di satira, i limiti della libertà d'espressione sono più ampi e nel caso concreto i confini dell'accettabile non sono stati superati.

Il dibattito politico suscitato dai superstipendi è diventato sempre più virulento negli ultimi anni, rileva il TF. A più riprese, aggiunge il tribunale, Vasella si è espresso sulla questione e si è messo da sé, in una certa misura, al centro della discussione. Dunque, visto che il fotomontaggio non lo prendeva di mira in quanto semplice persona privata ma come figura dell'economia con un superstipendio, l'oltraggio alla sua persona resta nei limiti del "tollerabile".

La GISO esprime soddisfazione per la sentenza: "Il verdetto è una vittoria non solo della Gioventù socialista ma di tutti. Si potrà continuare a criticare impunemente i potenti", afferma il suo presidente Fabian Molina in una nota.

(sentenza 5A_553/2012 del 14 aprile 2014)

SDA-ATS