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Dovrà rinunciare alla proroga del permesso di dimora una cittadina domenicana la cui dipendenza dall'assistenza sociale è giudicata eccessiva dalle autorità zurighesi. Riunito in udienza pubblica oggi, il Tribunale federale (TF) conferma il loro punto di vista.

La donna vive con il figlio di 13 anni, nato da una relazione con un cittadino tedesco residente in Svizzera e che possiede un permesso di domicilio UE/AELS.

Nel 2013, le autorità zurighesi avevano rifiutato di prorogare il permesso della donna, a causa della sua lunga dipendenza dagli aiuti sociali.

Nel confermare questa decisione, i giudici federali hanno sottolineato che il nuovo articolo costituzionale relativo alla gestione dell'immigrazione non rappresenta un motivo sufficiente per scostarsi dalla giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea, relativa all'accordo sulla libera circolazione delle persone.

Questa giurisprudenza conferisce al genitore non cittadino di uno Stato membro dell'Unione europea il diritto di vivere con il figlio di cui si prende cura nello Stato di accoglienza, se il minore in questione possiede la nazionalità di uno degli Stati membri.

A condizione tuttavia - rammentano i giudici - che il genitore e il figlio dispongano di "risorse sufficienti" per non diventare un peso per le finanze pubbliche dello Stato che li riceve. Tenuto conto della durevole dipendenza della donna e del figlio dall'assistenza sociale, il permesso di domicilio della madre non può dunque essere prorogato.

Udienza pubblica del 26 novembre 2015 nella causa 2C_716/2014

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SDA-ATS