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Il Tribunale federale ha stabilito che il fisco francese non otterrà assistenza dalla Svizzera sul caso dei dati rubati da Hervé Falciani.

KEYSTONE/JEAN-CHRISTOPHE BOTT

(sda-ats)

Il fisco francese non otterrà assistenza dalla Svizzera nelle investigazioni condotte contro contribuenti identificati grazie ai dati rubati da Hervé Falciani alla banca HSBC a Ginevra. Il Tribunale federale (TF) ha opposto il suo veto.

L'alta Corte ha respinto un ricorso dell'Amministrazione fiscale delle contribuzioni (AFC), favorevole all'assistenza amministrativa sollecitata da Parigi nei riguardi di una coppia di cittadini francesi sospettata di frode fiscale.

Il fisco francese aveva trovato il nome della coppia nei dati rubati da Hervé Falciani alla succursale ginevrina della banca HSBC. Statuendo sul caso, il Tribunale amministrativo federale (TAF) aveva ritenuto che l'assistenza non poteva essere concessa.

In ultima istanza, il TF conferma questa decisione, sottolineando che la domanda francese è basata su informazioni ottenute con atti perseguibili dal diritto elvetico.

La provenienza illecita dei dati Falciani è incontestabile, tanto più che l'ex informatico franco-italiano della banca HSBC è stato condannato dal Tribunale penale federale nel 2015 a cinque anni di carcere per spionaggio economico grave, una sentenza passata in giudicato l'anno scorso, osserva il TF.

La Francia si è impegnata nei riguardi della Svizzera a non utilizzare i dati Falciani per chiedere l'assistenza amministrativa, un impegno che ora lega le autorità francesi in virtù del principio della buona fede.

Se l'autorità fiscale francese ha identificato il conto bancario aperto presso la banca elvetica grazie ad investigazioni operate nell'ambito del controllo fiscale a cui è stata sottoposta la coppia, l'inchiesta è stata avviata dopo aver scoperto l'identità degli interessati nei dati Falciani, costatano i giudici. Il TAF ha dunque giustamente ritenuto la domanda del fisco francese irricevibile. dice il TF.

Il caso della coppia di contribuenti è diversa da un altro caso giudicato recentemente, che riguardava una domanda di assistenza legata ai dati sottratti a UBS Francia, in seguito trasmessi alle autorità finanziarie francesi.

In una sentenza pubblicata in marzo, il TF aveva ritenuto che la domanda depositata da Parigi "non poggiava su dati ottenuti attraverso atti punibili dal diritto svizzero".

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SDA-ATS