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LUCERNA - Un colpo di frusta cervicale non darà più diritto, di norma, a una rendita di invalidità. Lo ha stabilito con una sentenza di principio il Tribunale federale (TF), che ha deciso di applicare anche al trauma distorsivo del collo la sua severa prassi relativa ai dolori con cause psichiche.
Finora l'incapacità di guadagno necessaria per l'ottenimento della rendita AI veniva riconosciuta in presenza dei tipici sintomi del colpo di frusta, vale a dire diffusi mal di testa, vertigini, difficoltà di concentrazione o di memoria, tendenza a un rapido affaticamento, irritabilità e depressione.
Ora i giudici della camera di diritto sociale del TF di Lucerna hanno messo fine a questa giurisprudenza: in assenza di difficoltà funzionali e organiche obiettive in linea di principio non verrà più concessa l'AI. Secondo la corte l'uguaglianza di fronte alla legge impone di trattare infatti il colpo di frusta come le manifestazioni di dolore prevalentemente psichico che non possono essere chiaramente provate e che non provocano di regola una incapacità di lavoro permanente che porta all'invalidità. A questo proposito il TF osserva che il colpo di frusta non figura quale diagnosi in alcun sistema di classificazione medica riconosciuto.

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SDA-ATS