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La paternità genetica non basta a un uomo per ottenere l'autorità parentale su tre bimbi, profughi eritrei, anche se la mamma è morta nel 2012. È il contenuto di una sentenza del Tribunale federale (TF) che conferma la decisione dell'Autorità di protezione dei minori e degli adulti di Basilea Campagna (KESB). Attualmente i figli vivono in una famiglia affidataria.

Nel 2010 i due genitori si erano sposati con rito religioso in Italia. Poiché nella Penisola questo tipo di matrimonio non è riconosciuto, ciò non può avvenire neppure in Svizzera, precisa il TF. Essendo i bambini inoltre nati prima dell'unione ecclesiastica non è neppure possibile appellarsi al principio per cui il marito è il padre dei figli nati all'interno di un matrimonio.

Nella sua sentenza il TF ha poi confermato la decisione del KESB di non accordare all'eritreo il diritto di visita. Tale possibilità di principio viene infatti concessa solo se giustificata da una filiazione legale. Tuttavia il Tribunale segnala che in casi eccezionali è possibile accordare tale diritto anche a terzi "se si tratta del padre genetico e la filiazione legale è in preparazione".

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SDA-ATS