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Nuovo altolà del Tribunale federale alla polizia e alla magistratura bernesi nell'ambito dei profili DNA.

I giudici di Losanna hanno negato l'autorizzazione alla creazione dell'impronta genetica di un uomo che un anno fa a Berna aveva partecipato a due manifestazioni - una delle quali non autorizzata - e che aveva ostacolato gli agenti che cercavano di entrare nel centro autonomo della Reitschule.

La procura aveva ordinato l'allestimento di un profilo del DNA non per elucidare i fatti, ma per far luce su eventuali reati precedenti e possibili infrazioni future. L'interessato aveva interposto ricorso, accolto nell'ottobre scorso del tribunale d'appello del canton Berna: un giudizio ora confermato dal TF.

In una sentenza pubblicata oggi la corte federale ricorda che il prelievo del DNA per i motivi indicati è in linea di principio possibile. I reati commessi devono però avere una certa gravità, perché altrimenti prevale la protezione della sfera privata.

Negli atti i giudici di Losanna non hanno però trovato i due decreti d'accusa che, secondo il ministero pubblico bernese, provavano il passato criminale dell'uomo. Il procuratore competente non li ha nemmeno consegnati in un secondo momento.

Non è la prima volta che le autorità di perseguimento penale della città federale si fanno bacchettare dal TF. In dicembre la massima corte elvetica aveva criticato l'operato della magistratura in relazione a una protesta contro la politica d'asilo della Confederazione. Il tribunale aveva stabilito che non bastano indizi di reato per giustificare il prelievo sistematico e di routine di campioni di DNA e ancora meno per autorizzare la loro analisi generalizzata.

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SDA-ATS