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TF: radar fissi riducono il rumore stradale

I radar fissi contribuiscono a ridurre il rumore stradale, lo dice il Tribunale federale (Immagine simbolica) KEYSTONE/STEFFEN SCHMIDT sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 24 luglio 2020 - 15:11
(Keystone-ATS)

I radar fissi contribuiscono a ridurre il rumore stradale. Il Tribunale federale ha dato ragione ad un proprietario di immobili di Rümlang, nella periferia di Zurigo, che ha fatto ricorso contro le autorità cantonali.

Il proprietario si è opposto a una decisione del Dipartimento zurighese delle costruzioni, che nel suo piano per la riduzione del rumore sulla strada in questione - la Glattalstrasse - non aveva preso in considerazione la posa di un radar fisso.

La richiesta di installare l'apparecchio per far rispettare il limite di 50 km/h era stata precedentemente respinta dalle autorità cantonali. Il Dipartimento cantonale sosteneva in particolare che la competenza per la posa dei radar spetta alla polizia, mentre il Tribunale amministrativo aveva sottolineato che i radar fissi sono in primo luogo un strumento per aumentare la sicurezza, e non per raggiungere obiettivi di tipo ambientale.

I giudici di Losanna sono invece arrivati alla conclusione che le riduzioni di velocità e i relativi controlli sono idonei a ridurre il rumore stradale. Lo dice anche l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM).

Per il TF, l'installazione di apparecchi radar non poteva essere semplicemente ignorata perché la responsabilità era di un altro dipartimento. In caso contrario, per motivi organizzativi, le misure previste dal diritto ambientale verrebbero vanificate, pregiudicando così il diritto federale.

La decisione della massima istanza giudiziaria obbliga ora il Dipartimento cantonale delle costruzioni a riesaminare il progetto. Per quanto riguarda i costi dei radar, il TF ha ordinato al cantone di verificare se durante il loro esercizio potranno autofinanziarsi. Le misure per ridurre il rumore - si legge nella sentenza - non devono essere solo tecnicamente possibili, ma anche economicamente sostenibili.

(Sentenza 1C_350/2019 del 16.6.2020)

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