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Il Tribunale federale ha respinto il ricorso di un gallerista d'arte zurighese sospettato di aver importato in Svizzera pezzi pregiati senza dichiararli, in particolare per conto del miliardario Urs E. Schwarzenbach. In questo modo i giudici losannesi hanno dato il via libera all'utilizzo dei documenti sequestrati che dovrebbero far luce sulla vicenda.

La documentazione potrebbe servire all'indagine penale condotta dalle autorità doganali. Nell'aprile 2013 l'Amministrazione federale delle dogane (AFD) aveva effettuato una perquisizione nei locali della galleria e nel porto franco di Zurigo, mettendo poi i sigilli a vari documenti e materiale elettronico.

In una sentenza resa nota oggi il TF, respingendo il ricorso, permette agli inquirenti di visionare il contenuto degli oggetti sequestrati. Vi è il concreto sospetto che la galleria abbia importato opere d'arte senza averle dichiarate alle autorità doganali.

La galleria ha diritto di importare oggetti e dichiararli soltanto a vendita avvenuta, ma non può farlo per conto terzi, sottolinea il TF.

A dicembre il miliardario Schwarzenbach, che tra l'altro è proprietario del lussuoso Hotel Dolder, aveva detto di aver sempre pensato che tutto si svolgeva correttamente e manifestato l'intenzione di collaborare con la giustizia. L'indagine dovrebbe durare ancora parecchi mesi.

SDA-ATS