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TF: resta in carcere sospetto anarchico incendiario

La sede del Tribunale federale a Losanna KEYSTONE/LAURENT GILLIERON sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 07 novembre 2019 - 14:39
(Keystone-ATS)

Un uomo accusato di aver incendiato diversi veicoli militari a Hinwil (ZH) e di aver commesso altri reati deve restare in carcere fino al suo processo.

Il Tribunale federale (TF) teme che il 32enne svizzero, sospettato di appartenere agli ambienti anarchici, possa fuggire.

In una sentenza pubblicata oggi, il TF respinge il ricorso del detenuto, che chiedeva la sua liberazione, e conferma la posizione della Corte d'appello zurighese. Quest'ultima sostiene che nessuna misura più morbida permetta di scongiurare il rischio di una fuga prima del processo.

L'uomo ha infatti già soggiornato per lunghi periodi all'estero e, stando a quanto afferma, avrebbe anche lavorato in Turchia. Anarchici di Vienna e Berlino hanno inoltre lanciato messaggio di solidarietà nei suoi confronti dopo il suo arresto.

Il Ministero pubblico ha aperto un procedimento contro di lui nel novembre del 2017. All'inizio era accusato di aver lanciato appelli pubblici a compiere reati o atti violenti. Ora deve rispondere anche di diversi incendi, danni alla proprietà e violazioni di domicilio. La procura potrebbe chiedere che venga condannato a 4 anni di detenzione.

Stando al TF, il 32enne avrebbe affisso o fatto affiggere nella vetrina di una biblioteca dei manifesti che invitavano a commettere danni e violenze nei confronti di aziende e persone implicate nell'estensione di un carcere a Basilea e nella costruzione del centro di giustizia e polizia di Zurigo.

Il DNA dell'uomo è stato inoltre trovato sul luogo di un incendio di diversi veicoli dell'esercito a Hinwil alla fine settembre 2015 e nell'attentato del 2016 contro l'antenna per le trasmissioni radio della polizia comunale di Zurigo posta sulla collina del Waidberg.

Dopo un interrogatorio svoltosi nel febbraio del 2018, la polizia lo aveva liberato, continuano tuttavia a sorvegliarlo. Alla fine di gennaio del 2019 lo ha arrestato e posto in carcere preventivo per ragioni di sicurezza.

(sentenza 1B_503/2019 del 29 ottobre 2019)

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