Lo scandalo Parmalat non ha finito di occupare la giustizia elvetica. Il Tribunale federale (TF) chiama i giudici di Bellinzona a riesaminare una sentenza del novembre 2012 riguardante un sessantenne italiano. All'ex manager, condannato per riciclaggio semplice, era stata inflitta una pena pecuniaria di 180 aliquote giornaliere da 110 franchi sospesa con la condizionale.

Sulla base di un ricorso del Ministero pubblico della Confederazione (MPC), il TF chiede al Tribunale penale federale (TPF) di riesaminare l'ammontare della pena pecuniaria inflitta all'uomo. La corte conferma comunque il verdetto di Bellinzona e non considera l'imputato colpevole di riciclaggio aggravato, contrariamente a quanto sostenuto dal MPC.

Parallelamente, in Italia il sessantenne era stato condannato in prima istanza a sette anni di reclusione. L'imputato all'epoca rivestiva funzioni dirigenziali presso il gruppo Tanzi, implicato nella bancarotta di Parmalat, che ha dichiarato fallimento nel 2003 dopo che era venuto a galla un buco di 14 miliardi di euro (17 miliardi di franchi).

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