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TF: ZH, somalo in attesa espulsione dev'essere liberato

Il carcere per detenuti in attesa di espulsione di Kloten (ZH) (Foto d'archivio) KEYSTONE/MARTIN RUETSCHI sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 15 giugno 2020 - 17:27
(Keystone-ATS)

Il Tribunale federale (TF) critica la prassi zurighese sugli stranieri detenuti in attesa di espulsione durante l'emergenza per il Covid. Accettando due ricorsi, la massima istanza giudiziaria ha ordinato il rilascio immediato di un cittadino somalo.

Con due sentenze del 9 e del 12 giugno, i giudici losannesi hanno accolto i ricorsi presentati dall'associazione Asylex contro l'Ufficio della migrazione del canton Zurigo.

L'associazione per la consulenza giuridica ai richiedenti l'asilo si era rivolta al Tribunale federale perché il Dipartimento della sicurezza del canton Zurigo si è rifiutato di liberare, durante l'emergenza per il coronavirus, gli stranieri detenuti in attesa di espulsione.

In una nota, Asylex sottolinea oggi come questo tipo di detenzione amministrativa si giustifica soltanto se l'espulsione delle persone interessate è prevedibile. Diversi altri Cantoni hanno peraltro agito di conseguenza e rilasciato molte persone detenute in attesa dell'espulsione dalla Svizzera.

Un caso particolare riguardava un cittadino somalo arrivato in Svizzera nel 1997, la cui domanda di asilo è stata respinta, e che era detenuto da diversi mesi.

Nelle sue sentenze, il Tribunale federale ricorda che la pandemia di Covid-19 si sta diffondendo anche in Somalia. Visto che il richiedente ha vissuto a lungo in Svizzera, non c'era motivo di tenerlo in detenzione per così tanto tempo.

Il Dipartimento della sicurezza del canton Zurigo ha reagito oggi alle sentenze del TF con una nota in cui sottolinea che ogni caso viene esaminato singolarmente. Tutti i richiedenti asilo che sottostanno agli accordi di Dublino sono stati rilasciati. Questa pratica è stata approvata dal Tribunale amministrativo cantonale.

Le autorità di Zurigo non intendono modificare la loro prassi in materia. Il Tribunale federale - si legge nella nota - ha basato le sue decisioni sulla situazione del mese di aprile. Nel frattempo le circostanze sono cambiate.

Dal 15 giugno sono state riaperte le frontiere con gli Stati dell'UE e dell'AELS, mentre il 19 giugno sarà revocata la "situazione straordinaria" in Svizzera. La situazione per quanto riguarda le espulsioni si sta così normalizzando, facilitando l'applicazione delle norme di legge, scrivono le autorità zurighesi.

(Sentenze 2C_386/2020 et 2C_414/2020 del 9 e 12 giugno 2020)

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