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Il comune engadinese di Silvaplana (GR) può far pagare una tassa sui "letti freddi" ai proprietari di abitazioni secondarie non affittate. Il Tribunale federale (TF), bocciando i ricorsi di oltre 100 proprietari, l'ha giudicata compatibile con l'"iniziativa Weber" e con la riscossione dell'imposta fondiaria. La tassa non viola neppure il diritto alla proprietà, hanno sostenuto i giudici di Losanna.

L'assemblea comunale di Silvaplana a grande maggioranza aveva approvato il 17 febbraio 2010 l'istituzione dell'imposta a ricorrenza annuale, fissata al 2 per mille del valore fiscale dell'abitazione, modificando la legge edilizia comunale.

La tassa, la prima del genere adottata da un Comune in Svizzera, colpisce tutte le residenze secondarie utilizzate dal proprietario o date in affitto con contratto a lungo termine. Non si applica invece alle residenze locate ai turisti. Aveva successivamente ottenuto il placet del Governo e del Tribunale amministrativo cantonali.

I giudici di Losanna confermano la decisione della corte amministrativa retica. La Seconda Corte di diritto pubblico del TF sottolinea prima di tutto che l'imposta costituisce un "mezzo appropriato" per permettere a Silvaplana di raggiungere i suoi obiettivi, ossia ridurre la domanda di nuove residenze secondarie, ma anche aumentare il tasso di occupazione di quelle esistenti.

Il TF rileva poi che la tassa è compatibile con l'iniziativa sulle residenze secondarie accolta a livello federale nel marzo 2012.

Infine, sottolinea il TF, l'imposta decisa a Silvaplana non costituisce neppure un'ingerenza inammissibile nella garanzia della proprietà. I proprietari non sono obbligati ad affittare e sono liberi di occupare essi stessi le case di vacanza.

Dopo Silvaplana, vari comuni hanno introdotto (o prevedono di farlo, ad esempio nei cantoni Vallese e Berna) tasse sulle residenze secondarie, incontrando resistenze più o meno forti da parte delle associazioni che difendono gli interessi dei proprietari.

SDA-ATS