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LOSANNA - Responsabile di un incidente stradale in cui la sua compagna e un'altra giovane donna persero la vita, un automobilista dovrà scontare una pena di cinque anni di prigione per due omicidi con dolo eventuale. Lo ha deciso il Tribunale federale (TF) confermando una sentenza della giustizia bernese. Il fatto che guidatori spericolati debbano prendere in considerazione, come eventualità, la morte di altri utenti della strada è entrato nella giurisprudenza, ma non è la regola.
Diciotto anni e mezzo al momento dei fatti, nell'aprile 2006, l'automobilista aveva ottenuto la licenza di condurre da alcune settimane. Inseguendo tra Lyss (BE) e Kirchberg (BE) un veicolo che lo aveva superato, l'uomo aveva pigiato a fondo sull'acceleratore della sua auto truccata.
Malgrado gli avvertimenti e le proteste della sua amica, il giovane aveva più volte superato i 120 km/h su una strada sinuosa fuori dalle località prima di perdere il controllo della sua auto in una curva a sinistra. Il veicolo era entrato in collisione con un'auto che giungeva correttamente nell'opposta direzione. L'amica del "pirata", di 18 anni, e la donna alla guida del veicolo proveniente in senso inverso, di 23 anni, morirono sul posto. Il diciottenne rimase ferito.
Quale ultima istanza, il TF conferma il verdetto della giustizia bernese e giudica l'automobilista non solo responsabile di omicidi colposi, ma con dolo eventuale.
Viaggiando a grande velocità su una strada a curve, il giovane era consapevole dei grandi rischi che stava assumendo, sostengono i giudici di Losanna. Non ha agito per sola negligenza perché non poteva ignorare che rischiava di mettere in pericolo la vita della sua passeggera e quella di altri utenti della strada.
(Sentenza 6B_168/2010 del 4 giugno 2010)

SDA-ATS