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Il Tribunale federale (TF) conferma: niente eredità milionaria per i genitori di un cittadino austriaco sospettato di aver venduto un cd con dati bancari del Credit Suisse alle autorità fiscali tedesche e ritrovato morto sucida in una cella del carcere regionale di Berna, dove si trovava in detenzione preventiva.

La confisca ordinata dalla Procura federale è del tutto giustificata, affermano i supremi giudici di Losanna in una sentenza pubblicata oggi, in cui respingono il ricorso dei genitori, come già aveva fatto nel maggio 2014 il Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona.

Per entrare in possesso dei dati - rubati da un dipendente della banca e consegnati per la vendita all'austriaco - il Land tedesco del Nordreno-Vestfalia aveva versato 2,5 milioni di euro. Nel febbraio 2010 il procuratore generale della Confederazione aveva aperto un procedimento contro il dipendente ladro e contro il ricettatore austriaco. Il primo (ripagato con 320'000 franchi) è stato condannato nel dicembre 2011 dal TPF con rito abbreviato a due anni di carcere con la condizionale, mentre l'austriaco 42enne domiciliato a Winterthur (ZH), arrestato nella Repubblica ceca, si è tolto la vita nel settembre 2010 in cella a Berna mentre era in attesa di giudizio.

Il procuratore generale della Confederazione ha dunque archiviato il procedimento a suo carico nel 2013 ma ha ordinato la confisca dei valori patrimoniali provento della vendita dei dati. Una decisione confermata nel maggio 2014 dal TPF.

I genitori del defunto non hanno avuto maggiore fortuna davanti al Tribunale federale. "È stabilito in maniera sufficiente - afferma il TF in una nota di commento alla sua sentenza - che l'interessato ha venduto i dati bancari alle autorità tedesche". La confisca dei valori patrimoniali provenienti da una infrazione - aggiunge - "è possibile anche quando l'autore non può più essere sanzionato a causa del suo decesso". Nella fattispecie - rileva - gli elementi costitutivi del reato di spionaggio economico (art 273 del CPS) sono realizzati, "anche se gli atti dovessero essere stati esclusivamente commessi all'estero".

"L'applicazione del diritto svizzero deriva in un caso del genere dal principio detto di sicurezza dello Stato" e il provento di un reato può essere sequestrato anche a carico degli eredi, affinché "il reato non paghi", prosegue il TF. I giudici di Losanna hanno tuttavia ammesso il ricorso dei genitori riguardo al rifiuto del gratuito patrocinio. Su questo punto il TPF dovrà prendere una nuova decisione.

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SDA-ATS