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BANGKOK - Almeno tre persone sono morte e una settantina sono rimaste ferite, tra cui uno straniero, nell'esplosione di cinque bombe - granate secondo l'esercito e diversi testimoni - che hanno scosso l'ingresso della Silom Road, nel centro finanziario di Bangkok.
In quel punto le barricate delle "camicie rosse" fronteggiano un esiguo ma crescente gruppo di manifestanti filo-monarchici e la prima linea delle forze di sicurezza, dispiegate a protezione del quartiere del business.
La situazione rimane estremamente tesa: l'esercito fa capire di essere pronto all'azione di forza, le "camicie rosse" - i fedelissimi dell'ex premier Thaksin Shinawatra - se la aspettano da un momento all'altro, e la crescente presenza di esasperati manifestanti "senza colore" - sostenitori del governo di Abhisit Vejjajiva e dalla retorica identica a quella delle vecchie "camicie gialle" anti-Thaksin - moltiplica le potenziali scintille.
L'impressione è che sia ormai dimenticato lo shock collettivo per le violenze che il 10 aprile hanno causato 25 morti e 800 feriti.
Gli ordigni sono esplosi in rapida successione intorno alle 20 ora locale: quattro di questi tra i filo-monarchici, uno un centinaio di metri più indietro, non lontano dal crescente contingente di soldati posizionato a qualche isolato di distanza dagli agenti di polizia che separano i due gruppi di manifestanti.
Non è chiaro chi - e da dove - abbia lanciato gli ordigni, ma la piccola folla di "senza colore" si è scagliata contro un tassista e una sospetta camicia rossa: i due sono stati salvati dal linciaggio grazie all'intervento della polizia.
Il governo thailandese ha affermato che le granate esplose sono state lanciate dal campo della "camicie rosse". In contemporanea i manifestanti "senza colore" hanno attaccato con una fissa sassaiola la polizia che ha reagito con cariche e alcuni arresti.

SDA-ATS