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L'esercito thailandese potrebbe essere costretto a intervenire "con tutte le forze" per mantenere l'ordine se la crisi politica persisterà. Lo ha detto oggi il capo di stato maggiore, generale Prayuth Chan-ocha, parlando dopo l'ultimo episodio di violenza che ieri notte ha causato tre morti e 22 feriti.

"Se le violenze continueranno, i militari forse dovranno uscire per ripristinare l'ordine", ha dichiarato Prayuth, che finora aveva ripetutamente negato l'intenzione delle forze armate di ricorrere a un colpo di stato.

L'ultimo golpe in Thailandia risale al 2006, quando i militari intervennero per deporre l'allora primo ministro Thaksin Shinawatra. Oggi, dal suo auto-esilio, Thaksin è ancora il manovratore e il finanziatore del partito di governo; sua sorella Yingluck è stata destituita la settimana scorsa per abuso di potere dalla Corte costituzionale, in quello che i suoi sostenitori considerano un "golpe giudiziario".

La protesta anti-governativa in corso da novembre si pone l'obiettivo di "estirpare il regime Shinawatra", e chiede ora la nomina di un governo da parte del Senato, senza nascondere le sue simpatie monarchiche e per le forze armate, che dal 1932 hanno organizzato 18 colpi di stato. La crisi ha finora causato 28 morti e oltre 800 feriti.

SDA-ATS