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Thailandia: esplosioni Bangkok, arrestato un quarto iraniano

Questo contenuto è stato pubblicato il 27 febbraio 2012 - 10:55
(Keystone-ATS)

La polizia thailandese ha arrestato nel weekend un quarto iraniano sospettato di coinvolgimento nelle esplosioni del 14 febbraio a Bangkok, giunte sulla scia di due attentati organizzati contro diplomati israeliani in India e in Georgia, e collegate dalle autorità thailandesi a un possibile piano terroristico contro l'ambasciatore israeliano nella capitale.

Madani Seyed Mehrded, 33 anni, è tuttora detenuto per essere rimasto nel Paese quasi cinque mesi oltre la scadenza del suo visto e rimane sotto interrogatorio. Secondo gli inquirenti, i tabulati telefonici hanno rivelato frequenti conversazioni con due degli iraniani arrestati, tra cui l'attentatore che ha perso entrambe le gambe nell'esplosione da lui provocata. Mehrded è stato anche visto intrattenersi a lungo di fronte all'edificio che ospita l'ambasciata israeliana in quella giornata.

Le autorità thailandesi stanno anche indagando su una serie di adesivi con la misteriosa scritta "Sejeal", rinvenuti nella casa degli attentatori e poi in diversi punti lungo un percorso di un paio di chilometri nel centro di Bangkok. L'ipotesi su cui lavorano gli inquirenti è che tali adesivi servissero a indicare un percorso da seguire o i luoghi per futuri attentati.

Le esplosioni di Bangkok e gli attentati di New Delhi e Tbilisi (sventato) hanno fatto scattare reciproche accuse di terrorismo tra Iran e Israele.

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