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BANGKOK - La Thailandia ha prolungato lo stato di emergenza imposto in quasi un terzo del Paese in seguito ai recenti violenti disordini, soprattutto a Bangkok, affermando che settori anti-governativi continuano a costituire una minaccia.
Circa 90 persone sono rimaste uccise e fino a 2.000 ferite durante le proteste in aprile e maggio, principalmente da parte di sostenitori dell'ex primo ministro, ma il governo ritiene che il movimento delle camicie rosse possa "provocare ancora problemi". "Siamo stati informati che ci sono persone che continuano a diffondere false informazioni per aizzare disordini", ha affermato oggi Ongart Klampaiboon dell'ufficio del primo ministro.
Ongart ha quindi precisato che lo stato di emergenza sarà revocato in cinque province dove le proteste sono state minime, ma che sarà prolungato per altri tre mesi nella capitale Bangkok e in 18 delle 76 province del Paese.

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SDA-ATS