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BANGKOK - Il governo thailandese si è riunito d'urgenza questa mattina per parlare della crisi politica in atto da sette settimane e che, secondo un gruppo di osservatori internazionali, rischia di degenerare in una sorta di guerra civile latente.
La riunione è avvenuta in una base militare, dove l'esecutivo si è stabilito dalla metà di marzo, quando le 'camicie rosse' hanno cominciato a manifestare chiedendo le sue dimissioni. Il primo ministro, Abhisit Vejjajiva, ha affermato in una trasmissione televisiva che il consiglio dei ministri emanerà "nuove leggi e regole per le forze di sicurezza", promettendo misure severe ed efficaci ma con "meno conseguenze negative possibili".
"Quando avrò fatto tutto questo - ha aggiunto - annuncerò la mia decisione su cosa conviene fare con il Parlamento".
Vejjajiva ha intanto messo in guardia i manifestanti anti-governativi da possibili "perdite" se non porranno fine alla protesta in atto da un mese nel distretto commerciale di Bangkok. Poco prima, un portavoce dell'esercito aveva riferito che la polizia è stata invitata a riprendere il controllo dell'area vicino al distretto commerciale di Silom, ora in mano alle 'camicie rosse'.

SDA-ATS