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BANGKOK - Il governo thailandese ha ritirato l'offerta di andare a elezioni anticipate il 14 novembre e ha interrotto i negoziati con le "camicie rosse" fedeli all'ex premier Thaskin Shinawatra, che due giorni fa avevano accettato la data proposta aggiungendo però condizioni supplementari per porre fine al loro presidio nel centro di Bangkok.
Lo ha dichiarato Korbsak Sabhavasu, segretario generale del primo ministro Abhisit Vejjajiva, all'emittente televisiva Thai Public Broadcasting Service.
Secondo Korback, il piano di riconciliazione nazionale proposto dieci giorni da Abhisit è però ancora in piedi. Il primo ministro aveva posto la data di oggi come ultimatum ai manifestanti governativi per abbandonare il loro accampamento attorno alla Ratchaprasong Intersection, che dal 3 aprile ha paralizzato la zona dello shopping nella capitale.
Le autorità hanno intanto fatto un passo indietro riguardo la minaccia di interrompere - dalla mezzanotte di stasera - le forniture di acqua e corrente nell'area di Ratchaprasong, un annuncio che questa mattina aveva segnalato che la pazienza del governo è agli sgoccioli.
Le proteste di molti abitanti della zona, così come la presenza di diverse ambasciate ai margini del bivacco dei "rossi", sembrano però aver indotto le forze armate a un parziale ripensamento. "Per il momento abbiamo rinviato l'applicazione della misura", ha detto Sansern Kaewkamnerd, portavoce dell'esercito. Una riunione della task-force militare che ha il compito di gestire la crisi è in programma in serata.

SDA-ATS