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Thomas Aeschi (UDC) per non rielezione giudice Yves Donzallaz

Thomas Aeschi (UDC/ZG) invita la Commissione giudiziaria del Parlamento a non fare una dichiarazione in favore della rielezione del giudice federale Yves Donzallaz KEYSTONE/ALESSANDRO DELLA VALLE sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 30 agosto 2020 - 09:11
(Keystone-ATS)

Il capogruppo parlamentare dell'UDC, Thomas Aeschi (ZG), invita la Commissione giudiziaria del Parlamento a non fare una raccomandazione in favore della rielezione al Tribunale federale del giudice del "suo" partito, Yves Donzallaz, il prossimo 23 settembre.

Lo riferisce oggi il SonntagsBlick, precisando che l'Unione democratica di centro ha invitato il magistrato a un'audizione davanti al gruppo parlamentare.

Nell'agosto 2019, Donzallaz si era pronunciato in favore del trasferimento alle autorità fiscali francesi di dati personali di oltre 40'000 clienti di UBS. Già allora parlamentari dell'UDC avevano proferito minacce di non rielezione contro il "loro" giudice federale, ago della bilancia nella sentenza della suprema corte di Losanna che imponeva alla grande banca svizzera di consegnare a Parigi i dati dei detentori dei conti.

Tali minacce era state denunciate denunciate dal collega Thomas Stadelmann, che era contrario alla consegna. Stadelmann, 60enne lucernese esponente del PPD, vedeva in tali pressioni un pericolo per la separazione dei poteri in Svizzera.

Il sistema di elezione dei giudici federali è regolarmente oggetto di pubblico dibattito. A fine agosto 2019 è stata consegnata alla Cancelleria federale una iniziativa popolare, con 130'100 firme valide, che propugna una elezione per estrazione a sorte e non più da parte del Parlamento. L'obiettivo è rendere la giustizia più indipendente dalla politica di partito.

Dieci giorni fa il Consiglio federale ha raccomandato di respingere tale iniziativa, denominata "Per la designazione dei giudici federali mediante sorteggio (Iniziativa sulla giustizia)" senza opporle un controprogetto. Secondo il Governo, l'elezione mediante sorteggio dei futuri giudici federali costituirebbe un elemento estraneo nell'ordinamento giuridico elvetico e indebolirebbe la legittimità democratica dell'istituzione e delle sue sentenze.

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